Finanziamento auto

L’acquisto di un’auto, oggi, implica l’esborso di somme elevate, anche quando si opta per mezzi di piccola cilindrata. Non è così raro che un consumatore non possegga risparmi sufficienti a coprire le spese dell’acquisto di un’automobile oppure che, pur avendo la liquidità necessaria, preferisca sottoscrivere un prestito, per restituire poi l’intera somma in comode rate mensili. Oggi, il larghissimo ricorso a prestiti per auto, inoltre, ha spinto gli istituti di credito e le società finanziarie a ridurre i tassi di interesse, invogliando i consumatori ad utilizzare questo strumento creditizio.

Tipologie di finanziamento per auto: prestito personale, prestito finalizzato, leasing

Un consumatore che intenda acquistare un’auto a rate può ricorrere essenzialmente a tre forme di credito: il prestito personale, il prestito finalizzato e il leasing. Ogni tipologia di finanziamento viene concessa da un istituto di credito o da un intermediario finanziario, pre-autorizzato dalla Banca d’Italia. Per questa ragione a poter elargire un prestito sono le banche, le finanziarie indipendenti oppure le finanziarie captive, ovvero le società di proprietà delle Case automobilistiche.

Prestito personale

I prestiti personali sono formule di credito al consumo che non hanno alcun vincolo rispetto all’utilizzo che si farà della liquidità ottenuta. Il prestito personale si richiede, quindi, direttamente in banca o presso una finanziaria autorizzata; una volta che il finanziamento è stato erogato, è possibile spendere il denaro in qualsiasi tipologia di bene. Con un prestito personale un consumatore può acquistare un’auto o una moto, fare un viaggio o pagarsi gli studi. Il richiedente rimborserà la somma ottenuta, secondo il piano di rientro stabilito per contratto, direttamente all’istituto erogante. Fra le tipologie di prestiti personali, vi è quella che prevede la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Questi prestiti possono essere richiesti da lavoratori dipendenti (con contratto a tempo indeterminato o determinato) o atipici, sia privati che pubblici, oppure da pensionati. Per stipulare un contratto di prestito con cessione del quinto l’istituto erogante valuterà la solidità dell’azienda presso cui lavora il richiedente, perché il titolare sarà parte del contratto. Le rate, infatti, non vengono rimborsate dal lavoratore/pensionato, ma vengono trattenute in busta paga o sul cedolino pensionistico direttamente dal datore di lavoro o dall’Ente pensionistico. Ulteriore elemento distintivo del prestito con cessione del quinto è il tetto massimo della rata, stabilito ad un quinto dello stipendio o della pensione.

Prestito finalizzato

Il prestito finalizzato si distingue da quello personale perché la sua erogazione è strettamente legata al bene che si intende acquistare. Esempio di prestito finalizzato di un’auto è, pertanto, quello che si ottiene direttamente in concessionaria: in questo caso il finanziamento ha come unico scopo quello di concludere l’acquisto di un’automobile. Il richiedente non otterrà materialmente la liquidità necessaria, perché essa sarà versata dall’istituto di credito alla concessionaria. Il beneficio per l’acquirente sarà, in questo caso, quello di restituire il costo totale del bene a rate. Tutte le case automobilistiche e le relative concessionarie offrono la possibilità di stipulare dei prestiti finalizzati. Tale pratica è talmente diffusa da essersi nel tempo trasformata in strumento di marketing: spesso per invogliare l’acquirente a ricorrere ad un prestito finalizzato da stipulare in sede, infatti, vengono proposti finanziamenti a tassi agevolati o a tasso zero. Servirsi di un prestito finalizzato è senza dubbio molto pratico: il consumatore dovrà confrontarsi con un solo interlocutore per l’acquisto dell’auto e la sottoscrizione del relativo finanziamento.

Leasing

Il leasing è una formula contrattuale a metà strada tra l’acquisto di un’auto a rate e il noleggio a lungo termine. La formula del leasing prevede che sia la finanziaria ad acquistare un’autovettura per conto del consumatore finale, per poi concedere a quest’ultimo di utilizzarla, dietro versamento di rate mensili. Il leasing per privati solitamente non prevede alcun anticipo e nessuna “maxi rata” finale per il riscatto del mezzo. Nonostante ciò, resistono le società che chiedono il versamento di un corposo anticipo a garanzia del debito e l’esborso dell’importo residuo, nel caso in cui si intenda riscattare l’auto, alla conclusione del leasing. I canoni mensili devono essere corrisposti per un periodo di tempo stabilito per contratto, allo scadere del quale il consumatore finale può decidere di: restituire il mezzo e concludere il contratto; restituire il mezzo per prenderne in leasing uno nuovo; riscattare l’auto, e se previsto dalla formula contrattuale, versare per il riscatto l’importo stabilito. L’assenza di una maxi rata di anticipo, se da un lato evita l’immediato versamento di una grossa somma di denaro a favore dell’operatore finanziario, impone il rimborso di una rata di importo simile a quella che si verserebbe per l’acquisto di un’auto nuova. I concessionari, quindi, per incentivare il leasing, includono nel costo del canone mensile diversi servizi, fra cui l’assicurazione, la tassa di proprietà (bollo auto) o il cambio degli pneumatici.

Finanziamento auto: cos’è e come funziona?

Come abbiamo visto, il finanziamento per auto è un prestito, personale o finalizzato, utile ad acquistare a rate una vettura. Esso può essere richiesto direttamente all’istituto di credito, a una finanziaria indipendente o ancora alla captive, ovvero alla società finanziaria di proprietà della casa automobilistica stessa. Il modo più conveniente per ottenere le migliori condizioni economiche per un prestito per auto resta il confronto di diverse offerte, che può essere eseguito mediante i comparatori presenti sul web. Utilizzarli è molto semplice: basta inserire l’importo desiderato e verificare quale compagnia offra in quel momento la rata più vantaggiosa. Una ulteriore comparazione, all’interno di questi portali, è quella che è possibile eseguire inserendo l’importo necessario all’acquisto dell’auto, sia come prestito personale, sia come prestito finalizzato per auto o moto. In questo modo è possibile valutare se sia più opportuno richiedere un prestito finalizzato o, piuttosto, un finanziamento personale. Il comparatore fornisce immediatamente il valore della rata mensile che, potenzialmente, il consumatore pagherà sottoscrivendo un contratto di finanziamento con una società anziché con un’altra. Quando si valuta il prestito da sottoscrivere è sempre importante confrontare le offerte disponibili sul mercato e soprattutto stimare l’ammontare del proprio reddito e l’importo della potenziale rata, per comprendere quanto essa peserà nel lungo termine. Un consiglio utile è quello di evitare di selezionare tempi di rimborso eccessivamente lunghi.
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Tassi di interesse e spese accessorie: a cosa fare attenzione

I prestiti elargiti da finanziarie e banche ovviamente hanno un costo, che non si concretizza unicamente nel capitale richiesto. Al capitale necessario per acquistare un’auto, infatti, è necessario aggiungere le spese accessorie e quelle prodotte dagli interessi. Un privato, che intenda sottoscrivere un prestito per auto, deve sempre valutare le spese che un finanziamento comporta. I tassi di interesse calcolati in un prestito sono il TAN, ovvero il Tasso Annuo Nominale, e il TAEG, ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale: entrambi devono essere inseriti nel preventivo. Il primo tasso indica la percentuale di interesse applicata alla somma prestata, al netto di tutte le spese accessorie, pertanto è il meno significativo. Il TAEG, invece, è il tasso di interesse applicato al credito erogato più tutte le spese accessorie: è questo tasso che un richiedente deve considerare. Ulteriori spese di un prestito sono i costi di istruttoria, eventuali costi di apertura e chiusura della pratica, quelli relativi all’incasso del canone mensile e, infine, i costi assicurativi. In tutti i finanziamenti è prevista una spesa di istruttoria piuttosto elevata, che si aggira intorno ad alcune centinaia di euro. Alcune finanziarie preferiscono far rientrare questo costo, incassandolo al momento dell’atto d’acquisto, mentre altre inseriscono la spesa nel totale che sarà rimborsato con i canoni mensili.

La polizza assicurativa sul prestito

Non sempre le banche o le finanziarie richiedono la sottoscrizione di una polizza assicurativa sul finanziamento erogato, ma può succedere. Questa polizza è un contratto che ha lo scopo di proteggere il prestito dalla mancata solvibilità del richiedente per morte, invalidità permanente o perdita del lavoro. In linea di massima il costo della polizza è compreso fra il 2 e il 10% rispetto al valore totale della somma erogata. Nel caso in cui la polizza non sia obbligatoria ma facoltativa, il sottoscrittore può scegliere se contrarla o meno.
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